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  • V. S.

Fine II tempo

Buongiorno a tutti i miei lettori,

stavo pensando che mi farebbe molto piacere che iniziaste anche voi a comunicarmi qualcosa o a chiedermi, chiedermi cosa è successo in questi giorni, durante questa seconda residenza artistica.

Per lasciare un commento basta che vi registrate con la vostra mail ed il gioco è fatto!


Ma torniamo alla nostra storia.


I nostri ragazzi hanno affrontato una settimana molto intensa, fatta di momenti di carica alternati a stanchezza.

Sono arrivati a Padova l’8 maggio sera presso la residenza creativa, promossa dal Circuito #ARTEVEN (Associazione Regionale per la promozione e per la diffusione del Teatro e della cultura nelle comunità venete), sita al Teatro Torresino.


Sono stati in sala prove ogni giorno e mi hanno raccontato che lo spazio per la creazione non è risultato molto comodo. Il pavimento è un po’ duro e questo ha provocato un po’ di scombussolamento fisico ai ragazzi.



La prima giornata di prove va così, tra dolori e stanchezza e l’ansia di abituarsi ad un nuovo posto, con nuova gente e nuove e differenti energie.

I giorni a seguire sono giorni in cui la Compagnia, con tutti i suoi componenti, è stata molto unita e affiatata.

Gli artisti passano tutta la giornata insieme: tra prove, laboratori, esibizioni. In particolare le giornate del 10, 12 e 14 sono state dedicate a degli appuntamenti molto importanti. Sono stati giorni di raccolta e di semina, momenti di creazione e stimolo, di fusione ma anche di disgregazione.



Questa settimana si è conclusa con una notizia non molto piacevole: uno dei nostri protagonisti ha dovuto abbandonare la creazione di #Fardemoi per motivi personali. Elda Gallo è stata una figura molto importante per le prime due settimane del progetto. La sua personalità ed il suo carattere, le sue molteplici maschere rimarranno comunque parte della sperimentazione.


Oggi si va avanti, un po’ zoppicanti ma con tanta voglia di continuare. Oggi inizia la terza residenza creativa ed i nostri ragazzi possono finalmente ritornare al CID (Centro Internazionale della Danza), nella loro amata Rovereto. La loro prima casa profumata di fiori ed arnica.


Vi lascio con una frase di Marta Graham, danzatrice e coreografa statunitense del XX secolo, emozionante vederla danzare e ascoltare le sue parole.


Danzare sembra affascinante, semplice, incantevole. Ma il cammino verso il paradiso della realizzazione non è meno complesso di tutti gli altri. C’è una fatica così grande che il corpo grida, persino nel sonno. Ci sono momenti di completa frustrazione, ci sono piccole morti quotidiane…


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